Curriculum, ricerche, pubblicazioni 


MAURO GERACI
Le ragioni dei cantastorie
Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud
Prefazione di Luigi M. Lombardi Satriani
Il Trovatore, Roma, 1996 (II edizione 1998), p. 380, £. 40.000.

Questo libro si pone quale attento itinerario antropologico attraverso le biografie, le attività professionali, le origini storiche, i repertori poetico-musicali e le modalità comunicative dei moderni cantastorie del Sud d'Italia. Un itinerario il cui scopo è quello di mostrare come oggi l'operare dei pueti-cantastorii risulti arricchito di nuove prospettive tematiche ed espressive, solo in parte riconducibili ai tradizionali ambiti spettacolari della cultura folklorica. La poesia dei cantastorie pare farsi carico delle indeterminazioni politiche e sociali del presente che, così, si cosparge di contrasti. Nulla vi appare di acquisito: il cambiamento, la mobilità, la precarietà diventano familiari; la novità, il gusto dell'effimero, la mutevolezza delle azioni e informazioni inducono a un atto di liberazione morale in cui trionfa l'entusiasmo di esserci nello scovare le inadempienze di ogni ordine di valori.
Contrasti e mutamenti morali rilevati nella condizione femminile, nella sfera matrimoniale e domestica, nel banditismo, nella mafia, nel malgoverno, nell'emigrazione come nel rapporto con il divino, non possono infatti sommariamente attribuirsi alla presunta inefficacia assertoria della ragione dei cantastorie. Tale visione risulta tanto più riduttiva non appena si ricordi l'elevato grado di interiorizazione, da parte dei cantastorie, delle potenzialità cognitive insite nella scrittura, nella vocalità, nella stampa, nella grafica cartellonistica, nella gestualità come nella "piazza" discografica e radiotelevisiva. L'assidua integrazione di tali mezzi nei cantastorie facilita l'acquisizione di un sapere che evidenzia la stratificazione dei discorsi possibili su un evento o la relatività che si sa esser propria di ogni concezione del mondo.


 



MAURO GERACI
IL SILENZIO SVELATO
Rappresentazioni dell'assenza nella poesia popolare in Sicilia
Roma, Meltemi, 2003


 

MAURO GERACI, palermitano, da più di vent'anni segue con grande passione e interesse scientifico lo spettacolo dei poeti-cantastorie siciliani. Professore associato di Etnologia presso l'Università di Messina, Geraci è autore del volume Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud (Roma, Il Trovatore 1996), un libro che costituisce il primo studio sistematico di tutti gli aspetti relativi alla comunicazione e al sapere dei cantastorie siciliani. Da molti anni a questa parte è anche riconosciuto quale attento interprete e continuatore dei cantastorie siciliani e, come tale, protagonista di una crescente attività poetica e spettacolare che lo ha visto lavorare a fianco dei più noti cantastorie. Socio fondatore e segretario dell'associazione Il Mondo dei Cantastorie, oltre al primo cd 'A chiazza fa scola. Radici e frutti di due cantastorie siciliani (Milano, Durema, 2000) realizzato in collaborazione col cantastorie Franco Trincale e al cd live Musica & Parole che lo vede a fianco di Fortunato Sindoni, Geraci ha da poco pubblicato il cd Io, cantastorie contenente ballate recenti quali Sangu e Sapienza sul caso Marta Russo, per la quale, nel 2000, ha ricevuto a Motteggiana (Mantova) il I Premio Giovanna Daffini. Con Desireé, nel 2003 ha ottenuto a Siracusa il II Trofeo Turiddu Bella. Come antropologo culturale ha appena pubblicato uno studio sui silenzi retorici e simbolici della poesia siciliana dal titolo Il silenzio svelato. Rappresentazioni dell'assenza nella poesia popolare in Sicilia (Roma, Meltemi, 2002). Attualmente Geraci ha in corso di pubblicazione un saggio antropologico incentrato su La mia vita di cantastorie, l’autobiografia di Vito Santangelo.


Principali pubblicazioni

1) «Africa-Eurasia. L'antropologia comparativa di un africanista-europeista: Jack R. Goody», Africa, XLIV, n. 3, settembre 1989, pp. 382-402; 2) «Sentimento e causalità nella Rivoluzione francese. Una prospettiva storico-antropologica», Up & Down, II, n. 7/8, luglio/agosto 1989, pp. 107-117; 3) «Una "doppia morale": i nuovi cantastorie di Sicilia», Up & Down, III, n. 1/2, gennaio/febbraio 1990, pp. 84-105; 4) «Dall'elogio del silenzio al pentimento. Mafia e banditismo nella letteratura dei cantastorie siciliani», Etnoantropologia, n. 3/4, 1995, pp. 40-52; 5) Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud, Roma, Il Trovatore, 1996; 6) «La rappresentazione come forma mentis: la tradizione dei cantastorie in Sicilia e in Calabria», in Atti del Convegno Internazionale «Cultura planetaria o pianeta culturale», a cura di S. Giusti, organizzato dalla Regione Lazio e dall'Università degli Studi di Cassino, Cassino 11-13 aprile 1994, Quaderni di Storia, Antropologia e Scienze del Linguaggio, 2 voll., n. 3, 1996, II vol., pp. 829-834; 7) Recensione al volume di P. Albertini, G.P. Borghi, G. Molinari, G. Piazza, Piazza Marino «poeta contadino», con presentazione di R. Leydi, Calderini, Bologna, 1996, Etnoantropologia, n. 5, 1996, pp. 203-205; 8) «Il “nobile bandito” e l'orribile realtà», Il Messaggero, Roma, 1 maggio 1997, p. 19; 9) «I silenzi della storia», Nuove Effemeridi - rassegna trimestrale di cultura, numero monografico sul poeta-cantastorie siciliano Ignazio Buttitta, X, n. 39, 1997, pp. 39-44; 10) «Cantastorie, ma non “ultimi”», Ora locale - Lettere dal Sud, I, n. 9, ottobre-novembre 1997, p. 15; 11) «Cantastorie, ma non “ultimi” (II parte)», Ora locale - Lettere dal Sud, I, n. 10, dicembre 1997, p. 11; 12) «Nel 2000 balleremo la tarantella», Il Messaggero, Roma, 20 gennaio 1998, p. 21; 13) «Contro l'ingiustizia a colpi di canzone», Il Messaggero, Roma, 28 marzo 1998, p. 19; 14) «Le cronache dei cantastorie», Nuove Effemeridi - rassegna trimestrale di cultura, numero monografico su I canti popolari in Sicilia, X, n. 40, 1998, pp. 94-105, 112-113; 15) «Quando con i briganti il tempo è galantuomo», Il Messaggero, Roma, 24 giugno 1998, p. 19; 16) «Non solo madri, mogli e amanti. Così le donne prendevano il fucile», Il Messaggero, Roma, 24 giugno 1998, p. 19; 17) «Spettacoli di piazza: dai cantastorie ai buskers», Etnoantropologia, n. 6/7, 1998, pp. 257-259; 18) «Cantastorie su Internet», La Sicilia, Catania, 7 luglio 1998, p. 29; 19) «Quando la lotta divampa a ritmo di rock», Il Messaggero, Roma, 10 agosto 1998, p. 18; 20) «Cantore della cronaca», La Sicilia, Catania, 31 agosto 1998, p. 19; 21) «Il cantastorie non tramonta», La Sicilia, Catania, 5 settembre 1998, p. 27; 22) «Il Sud del 2000: i nuovi poeti-cantastorie», numero monografico della rivista World Music a cura di M. Geraci, ottobre 1998; 23) «Una ballata per Lady D», Il Messaggero, Roma, 27 novembre 1998, p. 18; 24) «La ballata di Trincale», La Sicilia, Catania, ed. Siracusa, 15 dicembre 1998, p. 23; 25) «L’acqua racconta la storia di Roma», Il Messaggero, Roma, 25 gennaio 1999, p. 18; 26) «Con un appuntamento su Internet nel 2000 ci si fa togliere il malocchio», Il Messaggero, Roma, 12 febbraio 1999, p. 12; 27) «Le fontane del tempo» in L.M. Lombardi Satriani (a cura di), La sacra città. Itinerari religiosi nella Roma di fine millennio, Meltemi, Roma, 1999, pp. 107-160; 28) «Ignazio Buttitta: il poeta dei cantastorie siciliani», in M. Branca, P. Clemente (a cura di), Poesia. Tradizioni, identità, dialetto nell’Italia postbellica, relazioni presentate al Convegno Poesia: Tradizioni, identità, dialetto nell’Italia postbellica (Monsummano Terme, 16-17 maggio 1997), Firenze, Le Lettere, 2000, pp. 151-183; 29) «I cantastorie siciliani e la realtà che diventa fiaba», in V. Ongini, Chi vuole fiabe, chi vuole?. Voci e narrazioni di qui e d'altrove, Atti del convegno organizzato dal Comune di Firenze, novembre 2001, Idest, Firenze, 2002, pp. 41-55; 30) Il silenzio svelato. Rappresentazioni dell'assenza nella cultura popolare in Sicilia, Meltemi, Roma, 2002.
 


 

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