L'ultima da Ramadi - 24 maggio 2004 ore 8:47
Iraq. In un video la conferma che i civili uccisi martedì festeggiavano un matrimonio
La
fidanzata arriva in una camionetta bianca e viene rapidamente condotta
in una casa da un gruppo di donne. All'esterno, alcuni uomini sono seduti
su cuscini di seta colorata, sotto una tenda, mentre ragazzini danzano
al ritmo di canti tribali. Le immagini sono quelle di un video ottenuto
ieri dall'agenzia Associated Press Television News e si riferiscono al
matrimonio bombardato mercoledì, secondo alcuni sopravvissuti, da
aerei americani.
L'attacco
ha fatto 45 morti, tra ai quali Yasser Shawkat Abdullah, il cameraman reclutato
per filmare la cerimonia che si è conclusa martedì sera.
L'esercito americano ha dunque annunciato l'apertura di una inchiesta sull'accaduto
ma, per il momento, continua a sostenere che l'area fosse utilizzata come
base di combattenti stranieri.
Il
video smentisce Kimmit
Il
generale Mark Kimmit, sottocapo di stato maggiore delle operazioni per
la coalizione, ha affermato sabato che "nessun segno di matrimonio" era
stato trovato sul posto. Il reportage girato il giorno dopo da Aptn mostra
sul posto strumenti musicali e drappi colorati utilizzati per le feste.
Prove
decisive
Ancora,
nel video girato durante il matrimonio, si vedono una decina di camionette
bianche che scortano il veicolo della fidanzata, decorato con nastri. Un
giornalista e un fotografo dell'Ap, che hanno intervistato una decina di
sopravvissuti dopo il bombardamento, hanno anche identificato i testimoni
nella registrazione.
Nel
video della cerimonia si vede chiaramente un uomo intento a sonare l'organo
elettrico. Nel filmato girato il giorno dopo sul luogo del bombardamento
a Ramadi, lo stesso uomo è morto e giace tra gli altri cadaveri.
Secondo
il generale Kimmitt, i soldati americani hanno scoperto sul posto dei fucili,
dei mitra, passaporti stranieri, e altri oggetti che confermano che il
sito fosse una base nel deserto per terroristi stranieri.
Quarantacinque coperte di lana,
disegni a fiori, colori vivaci,
quarantacinque senza una campana,
non hanno nome, non danno più
baci.
Quarantacinque col filo attaccati,
sotto quel sole non sudano più,
marito e moglie son meravigliati
che Allah in persona li sposa lassù.
E il marines non scende
quando il missile ha sparato,
e il marines non piange
l’elicottero è scappato.
A New York lui ritorna,
nel suo letto moglie e figlio,
al mattin non si frastorna
caffèlatte e uno sbadiglio.
Mezzogiorno ed è in
caserma,
una pacca il suo miraggio,
vuole presto una conferma,
Berlusconi è ancora
in viaggio.
Quarantacinque per un matrimonio,
giochi di fuoco e canti di festa,
quarantacinque con un patrimonio,
bombe di pace nella loro testa.
Quarantacinque ma è stato
un errore,
giochi di fuoco scambiati per spari,
perciò il marines al primo
bagliore
schiacciò il bottone e corse
ai ripari.
E il marines ritorna,
l’elicottero è leggero,
a Ramadi nella folla
ha sganciato il passeggero
A New York è notte
nera,
un rapporto al generale,
e domani tanto spera
che ne parli anche il giornale.
A suo figlio che ora dorme
piano pianino dà un
bacetto,
poi si spoglia e con sua
moglie
fa l’amore nel suo letto.
QUESTA MIA BALLATA HA AVUTO L'ONORE
DI ESSERE STATA CANTATA DAL MIO
CARISSIMO AMICO E MAESTRO CANTASTORIE
FRANCO TRINCALE.
PER SENTIRLA CLIKKA QUI
"SCENE
DA UN MATRIMONIO A RAMADI"
OPPURE VAI SU WWW.TRINCALE.COM